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CENA DA PROTAGONISTI
UNA SERATA UNICA

Cena da Protagonisti 2026: il teatro si riempie, la cultura conquista
Un TaG pieno, vivo, attraversato da entusiasmo ed emozione: la seconda edizione della “Cena da Protagonisti” si chiude con un successo straordinario, confermando la forza di un’idea capace di unire convivialità, spettacolo e sostegno concreto alla Cultura e al Teatro.

Il tutto esaurito registrato già nei giorni precedenti ha trovato piena corrispondenza in una serata intensa, partecipata, ricca di energia.
Il TaG si è trasformato ancora una volta in uno spazio sorprendente, con tavoli sul palco e in platea, dove gli ospiti hanno potuto vivere il teatro da una prospettiva inedita, immersiva e coinvolgente.

Protagonista anche il percorso gastronomico firmato dallo chef Massimiliano Sacchi, che ha saputo conquistare gli ospiti con piatti raffinati e creativi, accompagnando la serata con eleganza e altissime professionalità.
Ma a rendere davvero speciale l’evento sono stati gli interventi degli ospiti, apprezzati e sentiti, e le sorprese artistiche che hanno scandito la serata, suscitando entusiasmo e partecipazione.

Significativa e molto partecipata anche la presenza di autorità, imprenditori bolognesi e numerosi amici del teatro, testimoni di una sensibilità consapevole che riconosce il valore della cultura come elemento fondamentale per il territorio.
Tra gli ospiti, anche Gabriele Scrima, il direttore del Teatro Duse, a sottolineare il legame importante con la direzione artistica del TaG e una visione comune orientata alla crescita e alla collaborazione.

A rendere ancora più speciale l’evento è stata la presenza – apprezzatissima – di un set fotografico nel foyer, dove il fotografo del TaG, Nicola Casamassima, ha realizzato ritratti in bianco e nero ai convenuti.

La Cena da Protagonisti si conferma così non solo come un evento di grande fascino, ma come un progetto culturale concreto, capace di coinvolgere, emozionare e soprattutto generare sostegno ed eco per le attività del teatro.
Una serata riuscita, partecipata, sentita, frutto di un lavoro organizzativo e comunicativo preciso e non comune.
Una serata che dimostra, ancora una volta, che quando la cultura chiama, la comunità sensibile e attenta risponde.

IL TEATRO DEI SAPORI

Tovagliati bianchi come quinte silenziose, posateria disposta con precisione quasi scenica, luci di teatro a disegnare cerchi intimi su ogni tavolo.
Al centro, tulipani bianchi appena schiusi, mentre i decori floreali accompagnano lo sguardo lungo il proscenio e si diffondono nel foyer, come un preludio gentile alla serata.
Al cuore di questa esperienza, il menu ideato dallo chef Massimiliano Sacchi: un viaggio nei sapori che è narrazione, ricerca, gesto creativo.
Si comincia con una “Terra di pinzimonio”, dove le verdure, perfette nelle consistenze e negli equilibri, dialogano con un burro salato alle erbe e una senape dolce. Poi la Carbonara Moderna: un piccolo rito, un uovo cotto a bassa temperatura da aprire e lasciare scivolare sulla pasta, trasformando il piatto sotto gli occhi, in un gesto che è cucina e spettacolo.
Il secondo è memoria e reinvenzione: la Mariola, morbidissima, accolta da patate schiacciate al parmigiano, agretti e salsa verde. Un piatto che raccoglie consensi come un lungo applauso.
E infine un profiterole al caramello salato, che si apre a una crema chantilly soffice e avvolgente.
Accanto, il menu vegetariano percorre strade altrettanto suggestive: rape tonnate, risotto al lime e pepe rosa con croccante di mandorle, fino alla bistecca di sedano rapa, con gel di parmigiano e spinaci in osmosi. E a tenere il ritmo, come in una perfetta regia, un servizio al tavolo impeccabile: preciso, discreto, armonioso, puntuale.
Perché anche nei dettagli, quella sera, il teatro non ha mai smesso di essere teatro.

Dopo il bell’intervento di apertura del direttore artistico Alessandro Dall’Olio, che ha guidato il pubblico in un affascinante percorso tra Teatro, Arte e Gastronomia attraverso i secoli, la serata ha subito trovato il suo tono più profondo.
Un intervento capace di restituire con chiarezza il senso dell’iniziativa, sottolineandone il valore: “la Cultura è quella cosa che determina la capacità di una città di produrre cittadinanza responsabile e misura il livello della nostra civiltà”.

A seguire, tra una portata e l’altra, l’attrice milanese Orsetta Borghero ha offerto un momento intenso e toccante, portando al centro della riflessione il tema della schadenfreude, ovvero il piacere di osservare il fallimento altrui: un malessere diffuso nella società contemporanea, che attraversa il suo nuovo lavoro teatrale e che ha saputo coinvolgere profondamente i presenti.

A stemperare e allo stesso tempo arricchire il ritmo della serata, gli Area Fuori Tema hanno regalato momenti di leggerezza e creatività, improvvisando divertenti recitazioni a partire da un elemento insolito: il menu della cena, trasformato in un originale canovaccio teatrale.

Momenti diversi ma perfettamente armonizzati, capaci di rompere ogni distanza tra scena e pubblico e di trasformare ogni invitato in parte attiva di un racconto condiviso.

Fuori programma, ma particolarmente apprezzato, l’arrivo di Pietro Giannini, premiato come miglior attore italiano under 35, che la sera successiva sarebbe stato in scena con “La traiettoria calante”, spettacolo vincitore del Premio Ubu.
Un saluto spontaneo e caloroso ai commensali che ha aggiunto ulteriore valore e sorpresa alla serata.

Un ringraziamento speciale va ai partner che hanno reso possibile l’evento: Banca di Bologna, Meliconi, Studio Edéos, Fiori & Decori e Dettagli Catering.

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