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L’ECO DELLE PARINI SECONDO ARRIVA A BOLOGNA

C’è un filo sottile ma potentissimo che collega i territori, i palcoscenici e le scelte artistiche lungimiranti.
Un filo fatto di visione, di fiducia e di capacità di intercettare ciò che, da ricerca, diventa linguaggio riconosciuto.

Tutto esaurito per le due repliche (18 e 19 aprile) all’Arena del Sole di Bologna di HIT, il progetto del collettivo Parini Secondo, una delle realtà più interessanti della scena della danza contemporanea italiana.
In scena, il gesto semplice del salto della corda si trasforma in partitura sonora e coreografica: ritmo, voce e suoni elettronici si intrecciano in una performance che eleva l’allenamento a linguaggio artistico, trasformandolo in “un’energia vitale come atto di resistenza”.
Ma ciò che oggi approda su un importante palcoscenico nazionale ha già attraversato, e continua ad attraversare, spazi e geografie ben più ampie.

Solo pochi mesi fa, le Parini Secondo erano protagoniste anche sul palco del TaG, all’interno del progetto Ora e di nuovo, un percorso coreografico pensato, e ideato dalla nostra direzione assieme a Lucia Zoli di Mousikè, come apertura e sensibilizzazione alla danza contemporanea.
Una presenza tutt’altro che casuale: il TaG ha scelto di includere la compagnia all’interno di una stagione che punta su linguaggi contemporanei, multidisciplinarità e qualità artistica, offrendo spazio a esperienze capaci di parlare al presente e di formare nuovi sguardi.
Ed è proprio qui che emerge il valore di un teatro che non si limita a programmare, ma costruisce visioni.

Le Parini Secondo, infatti, non sono solo una promessa: sono già una realtà internazionale. Con i propri progetti la compagnia è stata in tournée tra Europa, Stati Uniti e Asia, arrivando fino a Tokyo e consolidando una presenza globale.
Un percorso che dimostra come certe scelte artistiche – quando radicate nella ricerca – non restino confinate, ma si espandano, generando eco.

E allora il passaggio al TaG, il passaggio all’Arena del Sole, prossimamente al Piccolo di Milano e in tanti luoghi del mondo non è solo una coincidenza di calendario: è il segno di una traiettoria.
Quella di artisti che crescono, si affermano e portano nel mondo il proprio linguaggio.
Ma anche quella di un teatro, il TaG, che continua a intercettare e sostenere energie creative prima che diventino evidenti a tutti.
Perché il valore di un palcoscenico non si misura solo da ciò che ospita oggi, ma da ciò che contribuisce a far nascere – e a far viaggiare – domani.

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